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PNRR e riforma i nodi in sospeso

C’è una frase che da sempre sentiamo ripetere: <<se la politica scendesse nelle strade ad ascoltare la gente…>>. Un richiamo che suona un po’ come i vecchi proverbi che, nella loro concretezza, ci costringono a scendere a patti con la realtà del vivere quotidiano. Oggi più che mai se chi siede nelle aule parlamentari e, ancor più, chi ha responsabilità nei vari partiti politici, si ponesse in ascolto dei commenti nelle strade o nei bar avrebbe il senso chiaro dello scollamento con il <<sentire>> di chi li dovrebbe eleggere. Grosso modo si possono individuare tre categorie di commenti. La prima, poco appariscente ma che sembra prendere il sopravvento, è quella di chi ormai ha <<lasciato ogni speranza>> e fa spallucce di fronte ai balletti romani. Poi c’è una minoranza composta da chi chiede <<al voto al voto>> invocando la partecipazione popolare, e infine una grande maggioranza che converge su un aggettivo rivolto a chi fa politica: irresponsabili. Questo terzo gruppo trova inaccettabile doversi misurare con crisi estive in un contesto come quello attuale.

Fonte: Giornale di Brescia / Photo by rupixen.com on Unsplash
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